Agroalimentare

Il settore agroalimentare costituisce il patrimonio per eccellenza dell’Umbria, che si caratterizza per la presenza delle cantine produttrici, dei frantoi, delle aziende agricole.

Circa il 70% della produzione gastronomica complessiva è formata in particolare dall’olio extra vergine di oliva e da produzioni vitivinicole. I prodotti che completano l’offerta agroalimentare umbra sono il tartufo, le lenticchie di Castelluccio, i formaggi, la carne, la norcineria, la fagiolina del lago Trasimeno, le cipolle di Cannara, il sedano nero di Trevi, il farro di Monteleone, la trota, il pane e la pasta, lo zafferano ed il miele.

Caratteristiche geofisiche e metodi produttivi rendono le produzioni di vino ed olio extra vergine di oliva di elevata qualità favorendo l’interesse e l’attenzione dei mercati esteri verso i prodotti agroalimentari umbri.

La micro-piccola dimensione che caratterizza le imprese del nostro territorio nel settore agroalimentare, conferisce ad esse punti di forza in relazione alla conoscenza dei prodotti e alla tensione verso una elevata qualità delle produzioni.

La tradizione storica, alimentare che vanta l'olio d'oliva lo rende uno dei più tipici e caratterizzanti componenti della dieta mediterranea, la quale, sempre di più e ovunque nel mondo va affermandosi come modello alimentare di riferimento; numerosi studi hanno infatti evidenziato le preziose proprietà che l'olio extra vergine d'oliva possiede e i riflessi che questo ha sulla salute umana.

La Valle Umbra, immersa nel “cuore verde d’Italia” è  il luogo dove l’albero dell’olivo trova la sua massima espressione.

Per le tradizioni culinarie e per le abitudini quotidiane della gente umbra, l’olio rappresenta il meglio della cucina regionale, composta da semplici e saporite pietanze.

L’olio umbro è da considerare come tra i più rinomati al mondo, le sue caratteristiche organolettiche e qualitative vengono riconosciute dalle certificazioni DOP  (denominazioni di origine protetta) . 

Le 5 zone DOP presenti nella Regione (Colli del Trasimeno, Colli Orvietani, Colli Amerini – Valnerina, Colli Assisi – Spoleto e Colli Martani) ci conducono verso un itinerario nato per sviluppare e promuovere nel suo complesso un territorio di inimitabili eccellenze.

L'Umbria è da molti considerata la “Borgogna d'Italia”, è un'indiscussa patria di storici e celebrati vini. L'eccellenza dei vini umbri è dovuta a molteplici ragioni: l'orografia collinare che favorisce l'esposizione al sole, la ricchezza delle acque, il clima continentale ma dolce, la struttura dei terreni, prevalentemente argilloso-calcarei, particolarmente adatti alla produzione vitivinicola. Proprio queste condizioni favorevoli hanno indotto gli abitanti della regione a dedicarsi alla coltivazione della vite e alla produzione del vino fin da tempi antichissimi.

Il moderno sviluppo dell'enologia e della viticoltura in Umbria inizia negli anni '60 e porterà, nel 1968, al primo e grande traguardo di prestigio con il conferimento della prima DOC Umbra riconosciuta a Torgiano, il cui successo sarà consacrato nel 1990 con il riconoscimento della prima DOCG Umbra attribuita al Torgiano Rosso Riserva.

L'Umbria ha un ricco patrimonio di vitigni autoctoni, sia bianchi che rossi. Fra le uve a bacca bianca è il Grechetto a ricoprire il ruolo primario, un'uva autoctona con cui si producono interessanti bianchi, sia in purezza, sia miscelata ad altre uve. Fra le altre uve a bacca bianca si ricordano: Malvasia Bianca, Trebbiano Toscano, Verdello, Canaiolo Bianco e Procanico.

L'uva rossa più importante, con cui si producono i vini fra i più rappresentativi di tutta la regione, è il Sagrantino. Tra le altre uve a bacca rossa vanno ricordate: Sangiovese, Ciliegiolo, Canaiolo Nero,

Montepulciano, Barbera e il Gamay.

In Umbria non mancano nemmeno le uve cosiddette “internazionali” come lo Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Bianco e Riesling, per quelle a bacca bianca, oltre a Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Cabernet Franc, per le uve a bacca rossa.

La Classificazione dei Vini dell'Umbria

In Umbria sono riconosciute due DOCG: il Torgiano Rosso Riserva e il Sagrantino di Montefalco, entrambi vini rossi da considerarsi fra gli esempi più importanti della regione.

Le aree riconosciute dall'attuale sistema di qualità per la produzione di vini DOC sono invece 12 e precisamente: Assisi, Colli Altotiberini, Colli Amerini, Colli del Trasimeno, Colli Martani, Colli Perugini, Lago di Corbara, Montefalco, Orvieto, Rosso Orvietano, Todi e Forgiano.

L'Umbria, con il suo dolce paesaggio collinare di cui il bosco costituisce una parte predominante, è considerata “terra di tartufo”.

Questo prodotto come pochi sanno è presente tutto l’anno ed è in grado di soddisfare i gourmet più sopraffini per bontà, profumo e consistenza.

Botanicamente parlando fa parte del genere Tuber ma non ha nulla a che fare con patate e simili; è invece parente stretto di porcini e prataioli, pur avendo aspetto globoso e struttura interna assai diversa.

Conosciuto e apprezzato sin dalle epoche più remote, il tartufo è stato per lunghi secoli associato a particolari credenze. La sua natura e il suo aspetto apparivano misteriosi e numerose leggende animarono le antiche civiltà nel tentativo di far luce sulla sua origine.

I Babilonesi lo ricercavano tra le sabbie dei deserti orientali; Greci e Romani ne furono grandi ammiratori  al punto da attribuirgli qualità divine.

Più lungimirante l’osservazione di Plinio il Vecchio che nella Naturalis Historia lo definisce come “un qualcosa che sta fra quelle cose che nascono ma che non si possono seminare”.

La sua notorietà nel frattempo non conobbe confini e con il trascorrere del tempo consolidò la fama di principe della tavola fino a trasformarsi in un appuntamento irrinunciabile.

La storia di questo prezioso legume è antichissima. È coltivato da sempre sui piani carsici di Castelluccio, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1.500 metri.

La quantità prodotta in media all’anno è limitata. Questo la rende un prodotto di nicchia.

Grazie alle condizioni climatiche piuttosto rigide in cui nasce, la lenticchia di Castelluccio è l’unico legume che non ha bisogno di essere trattato per la conservazione perché non è attaccata dal tonchio, insetto le cui larve si nutrono dei legumi.

La lenticchia di Castelluccio possiede delle notevoli qualità nutritive: tutte le sue proteine, vitamine, fibre e sali minerali a rendono ottima per chi necessita di una dieta ricca di ferro, potassio e fosforo, povera di grassi e molto nutritiva. Un’altra caratteristica importante della lenticchia di Castelluccio è la buccia sottile e tenera che consente direttamente la cottura senza ammollo, riducendo notevolmente tempi di preparazione.

La roveja è un piccolo legume simile al pisello, dal seme colorato che va dal verde scuro al marrone, grigio. Nei secoli passati era coltivato su tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana, in particolare sui Monti Sibillini, dove i campi si trovavano anche a quote elevate: la roveja è resistente anche alle basse temperature, si coltiva in primavera-estate e non ha bisogno di molta acqua. Cresce anche in forma spontanea, lungo le  scarpate e nei prati, ma nei secoli passati era protagonista dell’alimentazione dei pastori e contadini dei Sibillini con altri legumi poveri quali lenticchie, cicerchie, fave. pochissimi grassi.
Il Presidio coinvolge quattro piccoli produttori di Civita di Cascia che hanno recuperato il seme antico e si propone di diffo

Alla base c'è la tradizione contadina, la cucina povera di campagna, i prodotti della terra e quelli della fattoria, all'origine c'è l'allevamento di bestiame tra i verdi pascoli di queste colline, le transumanze sui crinali appenninici e il fuoco a legna su cui venivano adagiati i pentoloni di rame dentro cui si trasformava il latte in formaggio.

All'inizio c'è l'odore della paglia secca e della vinaccia, l'essenza di mosto e il profumo della mungitura, l'umido delle cantine e l'aria fresca del mattinoche penetra la vegetazione ed è vitale rugiada per i raccolti. Tra le luci e le ombre di queste ambientazioni bucoliche e montanare prendono vita i prodotti dell'enogastronomia umbra. E sono prosciutti, salami, formaggi, primizie che dai monti alle valli trattengono le forme grezze della manualità contadina e le essenze domestiche di una tradizione arcaica, ruspante e genuina. E così che nascono le norcinerie, i salumi e le prelibatezze del circondario di Norcia che hanno attraversato i continenti pur conservando una tipicità inalterata.

Gli allevamenti umbri sono stati generosi di salubrità, eccellenti nella qualità delle carni, fedeli nella conservazione delle pratiche di lavorazione a cui spetta il compito di tramandare, tra le generazioni, il sapore autentico della tradizione enogastronomica umbra. Così dagli antipasti ai noti primi piatti realizzati con la pasta fatta in casa e i ragù di carne nostrana, dai secondi di carne arricchiti di verdure e legumi delle nostre campagne, fino ai dessert di frutta, ai vinie e alle grappe è un campionario di colori e sapori variegati, accomunati però dall'unico marchio: il made in Umbria.

Programma Promozionale 2015